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Biennale di Venezia 2019, presente il Padiglione dell’India

Nella 58° Biennale d’Arte, in programma fino al 24 novembre 2019, si può ammirare anche il Padiglione dell’India dal titolo “Our time for a future caring” e dedicato alla figura del Mahatma Gandhi. L’inaugurazione è avvenuta alla presenza dell’ambasciatrice dell’India in Italia Reenat Sandhu e della segretaria congiunta del Ministero della Cultura dell’India Nirupama Kotru che ha sostenuto:  “L’arte non è altro che un’espressione della cultura di una nazione. È quindi opportuno che nell’anno in cui celebriamo i 150 anni di Mahatma Gandhi, esprimiamo i suoi principi morali attraverso l’arte. Le installazioni e le opere d’arte al Padiglione India della Biennale di Venezia sono un’espressione dei valori universali gandhiani di verità, non violenza, compassione verso i propri simili e natura, autosufficienza, semplicità e sostenibilità”. E non poteva che arrivare dall’India, attraverso la variegata proposta di sette artisti, un messaggio d’arte che prende spunto dalle idee del Mahatma, “personaggio difficile da ignorare in un mondo violento e intollerante”. Tra le opere esposte in Our Time for a Future Caring, spiccano gli Haripura Panels di Nandalal Bose, commissionati dallo stesso Gandhi per il Congresso del Partito Nazionale Indiano del 1938.  Molto interessante e apprezzata dal pubblico è Covering Letter (2012) di Jitish Kallat (1972) che proietta su uno schermo di fumo un video in bianco e nero con il testo della lettera che, nel luglio 1939, Ghandi inviò a Hitler con un forte appello alla pace.  Le opere di GR Iranna, Rummana Hussain e Shakuntala Kulkarni riflettono sui temi della nonviolenza, la verità e la tolleranza. Notevole è anche il lavoro di Atul Dodiya (1959): Broken Branches (2002). Si tratta di nove armadietti contenenti fotografie dipinte a mano e incorniciate, arti artificiali usati, utensili, objets trouvés, dipinti su manifesti. Sono oggetti che ricordano i morti della famiglia dell’artista, cenni alla storia nazionale, riferimenti iconografici, e anche immagini e cose appartenute a Gandhi.
Anche l’Unione Induista Italiana – Sanatana Dharma Samgha era presente al debutto della Biennale di Venezia per inaugurare il Padiglione India con i suoi artisti.